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  • Ana Lazic Filka
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STRAPPO D'AFFRESCO

La tentazione di rimuovere le pitture murali, che per la loro stessa natura dovrebbero essere inamovibili, ha radici antiche...

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ANA

Lazic Filka

Nasco a Kragujevac (vicino Belgrade) nel 1974. Sin da piccola nutro un grande interesse verso l’arte pittorica e le forme artistiche corporee. A 5 anni inizio a ballare le danze folkloristiche presso un’associazione culturale. A 18 anni divento coreografa ballerina e la mia esperienza si allarga dall‘ambito teatrale a quello televisivo diventando conduttrice di una trasmissione d’arte presso una emittente serba di livello nazionale. Contemporaneamente continuo a dipingere vincendo anche vari concorsi artistici nazionali.  Nel 1993 mi trasferisco in Italia per seguire la famiglia, il primo anno continuo la professione come ballerina e firmo alcuni musical come coreografa. Ma nel 1994 la professione cambia: entro nello Studio d’Affresco di Domenico Salvi (Bs), continuo poi nel Progetto Mexico di Roberto Radici fino ad approdare allo studio Babilonia Arte a Desenzano (Bs) di Al Ani Manar. Tramite queste esperienze imparo la più antica delle tecniche pittoriche, l’affresco, e mi specializzo assumendo il ruolo di Art Director per diversi anni presso lo studio di Manar.  Le esperienze come affrescatrice sono molte e sparse per ogni parte del mondo. Ho avuto anche la possibilità di esporre le mie opere ad alcune tra le più rilevanti fiere a livello mondiale (“Maison & Objet” di Parigi, “Tendence” e “Ambiente” di Francoforte, “Fim” di Valencia, New York). Dal 2005 sono libera professionista nel settore, e docente presso il Liceo Artistico “Primo Levi” a Sarezzo, e docente presso l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia in Brescia.

1979 La danza

Dall'età di 5 anni la prima forma artistica alla quale mi sono appassionata fu la danza. Inizialmente nel corpo di ballo folcloristico che i Balcani vanto come grande bene culturale . A 13 anni divento la prima ballerina, a 16 anni inizio ad insegnare la danza ai più piccoli, a 17 anni entro nel teatro come prima ballerina del corpo di ballo in vari spettacoli tarli, che mi permisero di viaggiare in tutta la ex Jugoslavia ed in gran' parte d' Europa. A 18 anni presi il diploma di coreografa

1993 L'Italia

Con il mio trasferimento in Italia per le questioni lavorative del mio padre ( ingignere della Fiat ), ebbi le prime esperienze come coreografa, firmando 3 musical. Ma la mia svolta artistica avvenne nel 1994 quando per la prima volta fu scelta tra molti interessati ad entrare in uno studio d'affresco. La tecnica da me conosciuta solo al livello teorico, perché oltre alla danza dipingeva sempre per hoobi. Mi innamorai di questa antichissima tecnica pittorica, lavorando presso gli vari studi d'affresco finché non mi specializzo in essa. Oltre al lavoro in studio, arrivarono delle trasferte e mostre mondiali : Francia, Svizzera, Germania, Spagna, Dubai, Emirati arabi.. Nel 2005 mi metto in proprio avendone cura di molti progetti importanti e ho esperimenTato molto con la tecnica d'affresco e dello strappo d'affresco es. Il riporto dello strappo sul legno, sul alluminio, sulle borse cercando di far sposare l'antico col contemporaneo

2005 La Cattedra

Formò il primo corso privato nella provincia di Brescia. Con la volontà di divulgare e non dimenticare la tecnica d' affresco. Nel 2010 comincio ad insegnare presso L'istituto Primo Levi di Sarezzo ( Bs) e nel 2014 divento docente presso l'accademia di belle arti Santa Giulia di Brescia Contemporaneamente tengo dei corsi di pittura e Disegno per gli adulti e bambini

TECNICA DELL'AFFRESCO

L'affresco è un antichissima tecnica pittorica che si realizza dipingendo con pigmenti generalmente di origine minerale stemperati in acqua su intonaco fresco - in questo modo, una volta che nell'intonaco si sia completato il processo di carbonatazione, il colore ne sarà completamente inglobato, acquistando così particolare resistenza all'acqua e al tempo.

Strappo d'Affresco

La tentazione di rimuovere le pitture murali, che per la loro stessa natura dovrebbero essere inamovibili, ha radici antiche:

già Vitruvio e Plinio il Vecchio raccontano di alcune pareti dipinte portate via da Sparta nel 59 a.C.

Nel tempo modi e tecniche si modificano e si perfezionano, cambiano il gusto e il concetto di restauro, gli affreschi continuano a essere rimossi oscillando tra le esigenze della tutela e le lusinghe del collezionismo.

Fin dal secolo XIX lo strappo (a differenza dello stacco e dello stacco a massello) è considerata la tecnica più moderna per la rimozione degli affreschi dalla loro collocazione originaria. Lo strappo comporta la rimozione della pellicola pittorica dell'affresco, senza la porzione di intonaco sulla quale è stesa: si ottiene così un sottile strato di calcare colorato formatosi per la carbonatazione della calce, legante della malta dell'intonaco.

Per la realizzazione della tecnica dello strappo è necessario applicare sulla superficie dell'affresco delle tele sottili e resistenti, legate allo strato pittorico per mezzo di colle reversibili animali (per lo più colla di coniglio) che non ne danneggino l'aspetto. Si ha quindi l'essicazione che provoca generalmente anche una contrazione del collante, a questo punto a causa della contrazione del collante si ha, alla profondità di penetrazione, uno sgretolamento che produce una superficie di discontinuità che permette con una leggerissima trazione di rimuovere il dipinto murale. Staccando le tele dalla parete resta attaccato ad esse lo strato affrescato; mentre prima questa era solo una tecnica per preservare degli affreschi da condizioni avverse (terremoti, incendi, crolli) che avrebbero portato alla perdita irreparabile dell'opera d'arte, col tempo è anche diventata una tecnica pittorica a se stante, capace di produrre delle opere di notevole valore artistico donate all'osservatore grazie all'armonia dei colori naturali delle terre e dei minerali ed alla superficie cosi familiare delle nostre abitazioni.

— Ana Lazic Filka —

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